IL TRANSATLANTICO BRITANNIC

SETTIMA SERATA del ciclo “LA STORIA SOTTO IL MARE”

Il Transatlantico H.M.H.S. Britannic fu il fratello dell’Olympic e del Titanic.
Fu costruito a Belfast nel cantiere Harland & Wolff, il più grande cantiere navale dell’Irlanda del Nord, con acciaio proveniente dalla Scozia.
Ideato da Joseph Bruce Ismay, amministratore delegato della White Star Line, e Lord William Pirrie, socio dei cantieri navali Harland & Wolff. La costruzione iniziò il 30 novembre 1911 e la nave sarebbe dovuta essere battezzata come Gigantic, ma la tragedia del Titanic (avvenuta mentre i lavori erano in corso) obbligò i costruttori a “moderare i toni” nella scelta del nome, battezzandolo Britannic.
I nomi designati per le tre navi gemelle, ispirati alle potenze della mitologia greca, rispecchiavano il periodo di positivismo tecnico di matrice ottocentesca che si respirava nei primi anni del nuovo secolo.
 Dopo l’affondamento del Titanic i lavori di costruzione del Britannic furono interrotti per cercare di eliminare la vulnerabilità che aveva causato la catastrofe; il progetto fu modificato per resistere a un allagamento di un maggior numero di compartimenti stagni. Fu rafforzato lo scafo e migliorato il sistema di bracci e carrucole per lo sgancio in mare delle scialuppe, sebbene il numero delle scialuppe fosse lasciato invariato; come sul Titanic, infatti, erano sufficienti solo per un terzo delle persone trasportabili.
Il transatlantico fu varato il 26 febbraio 1914.
 Era lungo 275 metri e largo 28, aveva una stazza di 48.158 tonnellate, 29 caldaie, alimentate da 159 fornaci a carbone producevano una potenza di 50 mila cavalli vapore, che permettevano alla nave di raggiungere la velocità di 22 nodi (pari a 40,7 km/h).
Poco dopo il varo, all’inizio della Prima Guerra Mondiale fu requisito dalla Royal Navy e convertito in nave ospedale esercitando compiti di soccorso tra il 1914 e il 1916; di qui il prefisso “H.M.H.S.” (His Majesty’s Hospital Ship).

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Il Britannic dopo la conversione in nave ospedaliera, fu affondato il 21 novembre 1916 da una mina navale tedesca 2 miglia al largo dell’isola di Kea, nel mar Egeo, pur riportando chiaramente le croci di soccorso che la contraddistinguevano come nave ospedale.
L’esplosione, che si verificò in prossimità della zona macchine, innescò la deflagrazione di esplosivo tenuto a bordo e il cui scopo resta ancora oggi un un mistero.
Nonostante lo scafo fosse rinforzato, l’ingente danno spaccò la nave a prua, facendola affondare in 55 minuti: affondò prima il troncone di prua e poi quello di poppa e, quando le eliche furono appena fuori dall’acqua, il Britannic si inclinò brevemente verso destra per infine rovesciarsi in mare.
L’affondamento causò la morte di 30 persone.
 La nave era scortata da altri mezzi navali, che riuscirono a salvare 1070 persone.

Il relitto del Britannic
Nel 1974 il comandante francese Jacques Cousteau individuò il relitto del Britannic, a 120 metri di profondità. Dal 2009 il relitto è diventato una grande attrazione sottomarina.

Il progetto è voluto dall’ANSA Panayotis Bouras, responsabile della Britannic S.A. (sussidiaria della Britannic Foundation, che detiene i diritti sul relitto) e il governo greco, originariamente contrario al progetto, alla fine lo approvò.
 Nel 2008 il Ministero della Marina Mercantile greco ha concesso l’autorizzazione per l’attività del sottomarino.  Un sommergibile effettua quattro discese al giorno per 8 mesi l’anno e può portare non più di tre persone oltre al pilota.
 Il progetto è finanziato da investitori privati.

Approfondimenti:  storia del Britannic

http://www.ocean4future.org/archives/12560

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